La Monaca di Monza e altre quisquilie.

Dopo una lunga pausa, dovuta all’esigenza di correggere decine e decine di compiti da voi amorevolmente svolti ("Profe, non si lamenti! Ce ne faccia fare di meno, piuttosto!"), torno ai miei amati alunni per segnalare un interessante sito su "I Promessi Sposi", dove chi vuole approfondire potrà trovare materiale di vario genere. I Promessi Sposi. Letture Critiche. Ne riparliamo in classe.

Vi ho "suggerito" di leggere Essere senza destino di Imre Kertész: questa scheda vi fornirà maggiori informazioni  sul romanzo. Qui un ulteriore approfondimento. Dal libro è stato tratto un film: informazioni qui

Su Solženicyn (autore dell’altro romanzo da me indicato, Una giornata di Ivan Denisovic) potete leggere alcune informazioni su Wikipedia. A questo indirizzo un curioso confronto fra la giornata di Ivan Denisovic nel gulag staliniano e un dipendente attuale di McDonald..

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5 risposte a “

  1. Istricino90

    La cosa che mi ha più incuriosito, devo esser sincero, è stato l’ultimo link che lei ha postato, ove si paragona la vita di un dipendente della famosa catena mondiale, con un prigioniero del gulag staliniano. Molto probabilmente, quello che stò per dire, sarà senz’altro immaturo, e privo di pensiero approfondito. Ma al solo sentire questa cosa, non posso che definirla eresia. Ora, premetto questo. Quando si parla di persecuzioni, la prima cosa che ci viene in mente, è Hitler, del suo regime nazista, con i suoi campi di concentramento. Finalmente, ora mi ritrovo a parlare di Stalin, e del regime comunista. Tutti sanno, e parlano degli ebrei, e delle prime camere a gas. Ma nessuno menziona i deportati in Siberia, che il piu delle volte venivano denudati e lasciati al freddo della tormenta, di come venivano martoriati con pezzi di legno, ed acqua (che con quel freddo, ghiacciava immediatamente, e vi potete quindi immaginare !) Con questo, di certo non voglio salvere ”baffetto”, ma ci tenevo a sottolineare, dato che ne ho l’occasione questa cosa.
    Tenuto conto di quello scritto sopra, vado quindi a trarre le adeguate conclusioni:
    L’omino del MC lavora per guadagnare, non viene obbligato al lavoro, e soprattutto non viene martoriato in alcun modo.
    Il prigionieri del gulag non viene di certo pagato per lavorare, e quello che fà lo fà perchè è costretto; nonostante magari faccia comunque, il suo ”obbligo” il più delle volte la ”frusta” compare lo stesso.

    E’ pur vero che si lavora per vivere, e non si vive per lavorare, ma sono pronto a scommettere che all’incirca, il guadagno di un operaio del gruppo Arcelor, nonchè la Magona d’Italia, o della Lucchini, coincida con quello di un dipendente del MC.

    In classe è un pò che si parla di critica, e soprattutto di provocazioni. Bhè, non sono ai livelli di Moravia, o di qualcun altro, ma il mio ho cercato di farlo, soprattutto in merito alle provocazioni… Vediamo che ne viene fuori 😉

  2. gordiano

    Chi ha lasciato il commento sopra magari non sospetta che a Cuba c’erano i gulag per antisociali, omosessuali, hippye, disoccupati e affini. Consiglio la lettura di FELIX LUIS VIERA “Il lavoro vi farà uomini” Edizioni Cargo. Non difendiamo Stalin e le follie del comunismo perchè c’è ancotra chi difende Castro. Le dittature non hanno colore e non ce ne sono di buone e di cattive. Le conseguenze della dittatura cubana le soffro sulla mia pelle. Se questo è comunismo…

    Lupi

  3. Istricino90

    Io non intendevo difendere nessuno, e pensavo di averlo fatto capire. Mi sono riferito ad Hitler, e Gulag stalinisti perchè i più vicino come periodo.

  4. lboninu

    Forse c’è qualche fraintendimento. Non mi pare che Istricino nel suo commento difenda i gulag staliniani, anzi, né si erga a paladino del comunismo. Per quanto riguarda Cuba, mi sembra normale che ragazzini di seconda liceo conoscano il problema approssimativamente. Ben vengano i commenti che aprono nuovi scenari di approfondimento e di discussione (Gordiano, poi, sa bene che personalmente non nutro una grande simpatia per i supposti paradisi socialisti).
    Ovviamente il confronto gulag – mcdonald è una provocazione (e come tale pecca di esagerazione), ma è pur vero che nell’Occidente dominato dalla tecnica e dalle logiche di mercato esiste una tendenza allo sfruttamento sempre più spiccata che mortifica e soffoca le capacità individuali in nome del consumismo e della massificazione. Problema complesso: ne riparleremo.

  5. anonimo

    grazie mille per le informazioni relative agli amatissimi P.S
    Cla

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Vi ho "suggerito" di leggere Essere senza destino di Imre Kertész: questa scheda vi fornirà maggiori informazioni  sul romanzo. Qui un ulteriore approfondimento. Dal libro è stato tratto un film: informazioni qui

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  1. Istricino90

    La cosa che mi ha più incuriosito, devo esser sincero, è stato l’ultimo link che lei ha postato, ove si paragona la vita di un dipendente della famosa catena mondiale, con un prigioniero del gulag staliniano. Molto probabilmente, quello che stò per dire, sarà senz’altro immaturo, e privo di pensiero approfondito. Ma al solo sentire questa cosa, non posso che definirla eresia. Ora, premetto questo. Quando si parla di persecuzioni, la prima cosa che ci viene in mente, è Hitler, del suo regime nazista, con i suoi campi di concentramento. Finalmente, ora mi ritrovo a parlare di Stalin, e del regime comunista. Tutti sanno, e parlano degli ebrei, e delle prime camere a gas. Ma nessuno menziona i deportati in Siberia, che il piu delle volte venivano denudati e lasciati al freddo della tormenta, di come venivano martoriati con pezzi di legno, ed acqua (che con quel freddo, ghiacciava immediatamente, e vi potete quindi immaginare !) Con questo, di certo non voglio salvere ”baffetto”, ma ci tenevo a sottolineare, dato che ne ho l’occasione questa cosa.
    Tenuto conto di quello scritto sopra, vado quindi a trarre le adeguate conclusioni:
    L’omino del MC lavora per guadagnare, non viene obbligato al lavoro, e soprattutto non viene martoriato in alcun modo.
    Il prigionieri del gulag non viene di certo pagato per lavorare, e quello che fà lo fà perchè è costretto; nonostante magari faccia comunque, il suo ”obbligo” il più delle volte la ”frusta” compare lo stesso.

    E’ pur vero che si lavora per vivere, e non si vive per lavorare, ma sono pronto a scommettere che all’incirca, il guadagno di un operaio del gruppo Arcelor, nonchè la Magona d’Italia, o della Lucchini, coincida con quello di un dipendente del MC.

    In classe è un pò che si parla di critica, e soprattutto di provocazioni. Bhè, non sono ai livelli di Moravia, o di qualcun altro, ma il mio ho cercato di farlo, soprattutto in merito alle provocazioni… Vediamo che ne viene fuori 😉

  2. gordiano

    Chi ha lasciato il commento sopra magari non sospetta che a Cuba c’erano i gulag per antisociali, omosessuali, hippye, disoccupati e affini. Consiglio la lettura di FELIX LUIS VIERA “Il lavoro vi farà uomini” Edizioni Cargo. Non difendiamo Stalin e le follie del comunismo perchè c’è ancotra chi difende Castro. Le dittature non hanno colore e non ce ne sono di buone e di cattive. Le conseguenze della dittatura cubana le soffro sulla mia pelle. Se questo è comunismo…

    Lupi

  3. Istricino90

    Io non intendevo difendere nessuno, e pensavo di averlo fatto capire. Mi sono riferito ad Hitler, e Gulag stalinisti perchè i più vicino come periodo.

  4. lboninu

    Forse c’è qualche fraintendimento. Non mi pare che Istricino nel suo commento difenda i gulag staliniani, anzi, né si erga a paladino del comunismo. Per quanto riguarda Cuba, mi sembra normale che ragazzini di seconda liceo conoscano il problema approssimativamente. Ben vengano i commenti che aprono nuovi scenari di approfondimento e di discussione (Gordiano, poi, sa bene che personalmente non nutro una grande simpatia per i supposti paradisi socialisti).
    Ovviamente il confronto gulag – mcdonald è una provocazione (e come tale pecca di esagerazione), ma è pur vero che nell’Occidente dominato dalla tecnica e dalle logiche di mercato esiste una tendenza allo sfruttamento sempre più spiccata che mortifica e soffoca le capacità individuali in nome del consumismo e della massificazione. Problema complesso: ne riparleremo.

  5. anonimo

    grazie mille per le informazioni relative agli amatissimi P.S
    Cla

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