Archivi del mese: aprile 2004

Stress da esami

 

Questo blog langue da qualche settimana a motivo della mia cronica mancanza di tempo, mancanza che mi ha impedito di mettere in rete una serie di contenuti importanti (oltreche’ di finire di correggere i compiti, come ben sapete e come non mancate di ricordarmi ogni mattina… mea culpa!). Intervengo oggi brevemente per commentare una frase, a mio giudizio perfettamente centrata, che uno di voi mi ha detto proprio ieri: “Io studio per vivere, non vivo per studiare”. So benissimo che l’approssimarsi dell’ Esame di Stato vi agita non poco e che molti di voi hanno paura di non farcela, di non riuscire ad ottenere i risultati che vi siete proposti; altri sembrano, al contrario, aver tirato definitivamente i remi in barca, con l’idea, nemmeno tanto nascosta, di ottenere il massimo risultato possibile con il minimo sforzo. Non sottovalutate l’esame, perche’ comunque si tratta sempre di un mettervi alla prova. Ma nemmeno sopravvalutatelo, come se dal suo esito dipendessero il vostro futuro, la vostra autostima e quant’altro. Per voi si sta chiudendo un ciclo. Una volta che vi sarete lasciati il Liceo alle spalle, molte cose cambieranno definitivamente. Credo che la vostra ansia sia legata soprattutto alla percezione che dopo l’Esame, nulla sara’ piu’ come prima e che questa occasione coincidera’ di fatto con un tirare le somme della vostra esperienza liceale. In fondo si tratta di un rito di passaggio come quelli che nelle civilta’ arcaiche e primitive segnano il passaggio dall’infanzia all’eta’ adulta (se volete saper qualcosa di piu’ su questo argomento provate qui). In questo senso comprendo i vostri timori. Ma l’unico modo per attenuarli e’ studiare con uno spirito diverso. Lo so che questo mio consiglio puo’ sembrare paradossale, ma dovreste, per quanto possibile, domenticarvi del voto, del risultato, della paura e della penosa sensazione di essere, appunto, sotto esame, per riconquistare una motivazione disinteressata nei confronti dello studio: appunto, come suggeriva il vostro compagno, “studiare per vivere” e non vivere per studiare (poco o tanto) con il patema d’animo. In queste settimane stiamo trattando argomenti impegnativi, soprattutto nell’ambito della Letteratura Italiana, ma per me assolutamente appassionanti (credo che si intuisca quando faccio lezione). Da un altro punto di vista, sapete, perche’ ve l’ho ripetuto tante volte, che vi invidio moltissimo perche’ quello che state vivendo e’ forse l’unico momento in cui e’ possibile padroneggiare i fondamenti delle piu’ diverse discipline (negli anni futuri, fatalmente, dimenticherete buona parte dei contenuti appresi con tanta fatica oggi). Di questo momento dovrebbe restarvi la curiosita’ intellettuale, il desiderio di conoscere quello che la scuola non ha fatto in tempo ad insegnarvi, la voglia di approfondire, sperimentare, collegare, imparare. State tranquilli, per favore. Dedicatevi alle vostre tesine e ai vostri percorsi con la voglia di saperne di piu’. Studiate chiedendovi sempre “perche’? Cercate di appassionarvi a quello che leggete: non c’e’ disciplina che, in un modo o nell’altro, non contenga in se’ qualche motivo di interesse che la ricolleghi alla vostra esperienza: persino la tanto (da voi ) vituperata matematica.

 

Sullo stress da esami vi suggerisco di leggervi questa pagina

 

Buon Primo Maggio e arrivederci a lunedi’ (non dimenticatevi di Svevo, of course)

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